Riapre il Centro Pecci

Unica istituzione pubblica dedicata all’arte contemporanea in Italia, e una tra le poche in Europa, a inaugurare un nuovo edificio nel decennio 2010-2020, il Centro Pecci si pone da oggi come un punto di riferimento con vocazione nazionale e internazionale per la sperimentazione dei molteplici linguaggi artistici contemporanei. Fin dalla sua fondazione nel 1988, infatti – prima istituzione in Italia con una sede costruita ex novo per esporre, collezionare, conservare, documentare e diffondere le ricerche artistiche più avanzate – la mission del Centro è stata quella di indagare tutte le discipline della cultura contemporanea, toccando anche cinema, musica, perfoming arts, architettura, design, moda e letteratura e cercando al contempo di avvicinare il più possibile l’arte alla società. Mission riaffermata e attualizzata e attorno alla quale il Centro Pecci ha costruito la propria identità del presente e del futuro: polo non solo espositivo ma il più versatile e trasformabile possibile, basato sulla sperimentazione e la ricerca, che punta a una relazione dinamica con il suo pubblico divenendo un luogo particolarmente attivo con il prolungamento dell’apertura alla sera, quando alle mostre si affiancano performance, concerti e proiezioni, ma anche conferenze, laboratori e corsi per adulti. Importante in questo senso – primo tra le istituzioni pubbliche italiane – è la creazione di un dipartimento di ricerca teso a costruire le basi teoriche delle varie iniziative e a sviluppare in modo ampio le attività educative.
In occasione della riapertura del Centro Pecci, al quale la Regione Toscana ha attribuito il compito di coordinamento e fulcro regionale dell’arte contemporanea, una serie di eventi e mostre collaterali sono presenti nella città di Prato e nell’intero territorio toscano, coinvolgendo Firenze, Pisa, Vinci. La fine del mondo – Prologo porta opere della Collezione Pecci in prestigiose istituzioni culturali toscane mentre Contemporary Tuscany traccia, per la prima volta, un percorso di arte urbana nell’area pratese. E ancora: La Torre di Babele, iniziativa dei galleristi toscani in uno spettacolare edificio di archeologia industriale; TU35 /2016 dedicata ai giovani artisti toscani emergenti; Icastic for Pecci nella Camera di Commercio della città e, al Fabbricone, i progetti del recente concorso per il Parco Centrale di Prato, che ha visto la partecipazione dei migliori architetti e paesaggisti internazionali.

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